
Paolo Sorge, chitarra
Marko Bonarius, basso
Tony Cattano, trombone
Francesco Cusa, batteria
I musicisti del quartetto si sono già incontrati in vari gruppi del collettivo artistico Improvvisatore Involontario (da non mancare il loro sito www.improvvisatoreinvolontario.com) tra cui Skrunch, Trinkle Trio, Nursery Four. Usano brevi composizioni originali trattate “jazzisticamente”: il jazz viene qui interpretato nell’accezione di musica aperta, ad alto tasso di inclusività, capace cioè di inglobare e restituire metabolizzati anche elementi (apparentemente) estranei alla stessa musica afro-americana, comprese le suggestioni del momento che emergono nella spontaneità della performance, attraverso il gioco dell’improvvisazione.
Dalle note di copertina del loro Cd appena uscito: “Pellegrino Artusi diceva che il musicista, giunto all'età dei trentacinque anni, non dovrebbe avere più bisogno del medico, ma di un buon cuoco che lo redima dalla carestia del jazz. Quella miserabile piaga deriva dal rapporto precario che ostinato insiste tra produzione e demografia, fra uomini e risorse alimentari, essendo il jazz un fenomeno di non naturale pertinenza
dell'economia. Bisogna allora rimangiarlo, cadendo in composta bestialità d'appetito, distinguendo la propria grammatica da palati sovraffollati e poveri. Buon appetito!”