Concerti / Douglas Ewart's Quazar 1:
VENERdì 30 ottobre
Cinema Lumière - ore 21.30
Douglas Ewart's Quazar 1:
- Douglas Ewart: sax, clarinetti, composizione
- Tomeka Reid: violoncello
- Saalik Ziyad: voce
- Ann E. Ward: pianoforte
- Junius Paul: contrabbasso
- Coco Elysses: percussioni e voce
- Avreeayl Ra: batteria
Il caleidoscopico talento di Douglas Ewart si è espresso in tante e diverse forme: strumenti originali che sono anche sculture, musica nuova che combina le tradizioni di quattro continenti, maschere e costumi per rituali spaventosi o gioiosi, in cui si combinano magia teatrale e straordinaria musicalità.
Ewart è creatore di colorati rainstick, flauti totemici alti come un uomo, strumenti a percussione e cornamuse; disegnatore e realizzatore di collari da strumento in cuoio, ma è anche stato Presidente della AACM, insegnante nella sua scuola, e collaboratore di Muhal Richard Abrams, George Lewis, Anthony Braxton, Mwata Bowden, Vandy Harris.
Ma nel caleidoscopio delle sue discipline esse sono tutte collegate e si influenzano una con l'altra creando una cultura univoca. Nato a Kingston, in Giamaica, nel 1946, Ewart ha cominciato a lavorare con diversi materiali e strutture, creando veicoli e aquiloni. E' passato poi alla musica, progettando e costruendo i suoi strumenti, per specializzarsi in flauti di tutte le dimensioni e fogge. Arrivato negli USA per studiare da sarto, ha utilizzato poi queste tecniche per la produzione di costumi; l'incontro con i leader della AACM l'ha portato definitivamente nel campo musicale, in cui ultilizza i suoi talenti per costruire ponti tra diverse tradizioni.
La sua etichetta Arawak Records, fondata nel 1983, ha pubblicato Red Hills e Bamboo Forest: la sua suite Music from the Bamboo Forest impiega una cornucopia strumentale largamente autoprodotta con vari flauti, shakuhachi, cornamuse, nay, campane, gong e “bamboon”, uno strumento di sua invenzione con una voce quasi umana. Secondo il suo concetto di partecipazione, durante i concerti flauti di bambù vengono offerti al pubblico in modo che gli ascoltatori possano tenere in mano, toccare e percepire la qualità del materiale che crea la musica, e se credono partecipare. Ewart dirige workshop creativi in tutto il mondo e non solo a Chicago, ad esempio nel 1987 la commissione per l'amicizia tra USA e Giappone gli ha offerto una borsa di
studio per poter stare un anno in Giappone a studiare lo shakuhachi.
Seduta congiunta di improvvisazione tra i musicisti di Eco d’Alberi e dell'AACM